Matteo Aimini, All Right Reserved © 2017

Paesaggi del NordEst

Indagini e scenari Re-Cycle al Margine della Pedemontana Veneta

TRANSETTI

Processi di ri-significazione alla grande scala

 

Estruso pedemontano

 

Modello scala 1:100.000

Tecnica mista

 

La Superstrada pedemontana veneta si inserisce in un contesto fortemente innervato da una capillare rete idrica ed da un grande numero di connessioni infrastrutturali. Con la sua realizzazione si verrà a chiudere un sistema di infrastrutture viarie (a sud l’autostrada A4, ad est la A27 ed ad ovest la A31), completando di fatto un anello che racchiude l’intera area centrale veneta. Il nuovo tracciato può considerarsi a tutti gli effetti una circonvallazione metropolitana, che cinge tessuti urbani eterogenei e polinucleari.

L’infrastruttura, blindata nella sua dimensione progettuale

(per più di 2/3 il percorso sarà in trincea), porterà certamente nuove ed inaspettate sollecitazioni.

 

La Pedemontana, al di là del manufatto fisico, costituisce un’opportunità unica per rileggere il codice territoriale da un’altra angolazione . Al fine di cogliere e quantificare sia le condizioni di salute attuali e le future mutazioni possibili si è ritenuta un azione importante la suddivisione del tracciato, in quattordici “transetti” pilota in corrispondenza dei nodi e degli svincoli della futura infrastruttura. La scelta del vocabolo “transetto” non è casuale, ma risiede nella consape-

volezza dei modelli di lettura tipici delle pratiche ecologiche e della biogeografia (da qui l’evocazione di Von Humboldt e Geddes) ove il vocabolo è generalmente utilizzato per descrivere il comportamento delle specie vegetali. L’area dell’Alta Pianura da Vicenza fino a Villorba è stata declinata nelle varie e complesse interazioni fisiche che la caratterizzano, quali i lacerti di paesaggio agrario sopravvissuti alla città diffusa, il graticolato romano e la complessa morfologia della fascia collinare, che chiude la pianura vicentina e trevigiana a nord, disegnando il Theatrum Adriae. Successivamente il sistema di lettura

trasversale è stato affiancato da un logica di lettura “vettoriale”

che spesso si ritrova in determinati elementi fisici che compongono il territorio pedemontano come:

 

- Gli svincoli che, distribuendo i flussi in entrata ed in uscita, influenzeranno inevitabilmente la viabilità ed il traffico locale;

 

- La direzione dell’urbanizzato disaggregato, che allontanandosi dai centri storici compatti, si spalma uni direzionalmente sul territorio, seguendo la viabilità esistente Nord- Sud, Est-Ovest;

 

- La mono direzionalità della rete idrica che tende sempre verso Sud (di particolare rilevanza sono i sistemi idrici maggiori della Piave, Brenta, e Astico);

 

- La mobilità bi-direzionale della rete ferroviaria (nord-sud/est-ovest). La disposizione dei “transetti” nonrisulta casuale ed il loro posizionamento coincide sempre, con la presenza di un nodo, di uno svincolo, di una strada esistente, che collega di fatto più situazioni territoriali. La loro dimensione deriva dall’importanza delle relazioni che i centri urbani saranno in grado di stabilire con l’infrastruttura stradale una volta a regime.

 

La superstrada pedemontana offre un pretesto, un punto di partenza per il ridisegno di un nuovo codice di lettura del sistema insediativo che cerca di affrontare l’intero territorio, superando i confini amministrativi e provinciali, strizzando l’occhio a nuovi strumenti e rinnovati modelli di senso che la Città Metropolitana potrebbe mettere in campo in un futuro non troppo remoto.

 

Valley section, P. Geddes (1909)

Graffe - schema sintetico dei transetti

Sistema dei transetti pedemontani, matrici di movimenti e ambiti di studio

Rete stradale e ferroviaria

Svincoli Superstrada

Idrografia Principale

Centri storici maggiori

Ambiti Paesaggistici PTRC 2013

Chimborazo, A.Von Humboldt (1793)

Ita

Eng

Matteo Aimini, All Right Reserved © 2017

La Superstrada pedemontana veneta si inserisce in un contesto fortemente innervato da una capillare rete idrica ed da un grande numero di connessioni infrastrutturali. Con la sua realizzazione si verrà a chiudere un sistema di infrastrutture viarie (a sud l’autostrada A4, ad est la A27 ed ad ovest la A31), completando di fatto un anello che racchiude l’intera area centrale veneta.

Il nuovo tracciato può considerarsi a tutti gli effetti una circonvallazione metropolitana, che cinge tessuti urbani eterogenei e polinucleari.

L’infrastruttura, blindata nella sua dimensione progettuale

(per più di 2/3 il percorso sarà in trincea), porterà certamente nuove ed inaspettate sollecitazioni.

La Pedemontana, al di là del manufatto fisico, costituisce un’opportunità unica per rileggere il codice territoriale da un’altra angolazione .

Al fine di cogliere e quantificare sia le condizioni di salute attuali e le future mutazioni possibili si è ritenuta un azione importante la suddivisione del tracciato, in quattordici “transetti” pilota in corrispondenza dei nodi e degli svincoli della futura infrastruttura. La scelta del vocabolo “transetto” non è casuale, ma risiede nella consapevolezza dei modelli di lettura tipici delle pratiche ecologiche e della biogeografia (da qui l’evocazione di Von Humboldt e Geddes) ove il vocabolo è generalmente utilizzato per descrivere il comportamento delle specie vegetali. L’area dell’Alta Pianura da Vicenza fino a Villorba è stata declinata nelle varie e complesse interazioni fisiche che la

caratterizzano, quali i lacerti di paesaggio agrario sopravvissuti alla città diffusa, il graticolato romano e la complessa morfologia della fascia collinare, che chiude la pianura vicentina e trevigiana a nord, disegnando il Theatrum Adriae. Successivamente il sistema di lettura trasversale è stato affiancato da un logica di lettura “vettoriale” che spesso si ritrova in determinati elementi fisici che compongono il territorio pedemontano come:

 

- Gli svincoli che, distribuendo i flussi in entrata ed in uscita, influenzeranno inevitabilmente la viabilità ed il traffico locale;

 

- La direzione dell’urbanizzato disaggregato, che allontanandosi dai centri storici compatti, si spalma uni direzionalmente sul territorio, seguendo la viabilità esistente Nord- Sud, Est-Ovest;

 

- La mono direzionalità della rete idrica che tende sempre verso Sud (di particolare rilevanza sono i sistemi idrici maggiori della Piave, Brenta, e Astico);

 

- La mobilità bi-direzionale della rete ferroviaria (nord-sud/est-ovest). La disposizione dei “transetti” non risulta casuale ed il loro posizionamento coincide sempre, con la presenza di un nodo, di uno svincolo, di una strada esistente, che collega di fatto più situazioni territoriali. La loro dimensione deriva dall’importanza delle relazioni che i centri urbani saranno in grado di stabilire con l’infrastruttura stradale una volta a regime.

 

La superstrada pedemontana offre un pretesto, un punto di partenza per il ridisegno di un nuovo codice di lettura del sistema insediativo che cerca di affrontare l’intero territorio, superando i confini amministrativi e provinciali, strizzando l’occhio a nuovi strumenti e rinnovati modelli di senso che la Città Metropolitana potrebbe mettere in campo in un futuro non troppo remoto.

 

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